7 Agosto 2026
VENDEMMIA DELLE MELE: PRODUZIONE CONDIZIONATA DAL CLIMA, TUTELARE TERRITORIO E DISTINTIVITÀ

Il caldo condiziona anche la “vendemmia” delle mele, il frutto più presente sulle tavole, con una stima di produzione nazionale di circa 2,27 miliardi di chili, in calo del 2% rispetto allo scorso. Il dato varia però a seconda delle regioni: -2% in Alto Adige e un -9% in Trentino. Nella maggior parte delle altre regioni, invece, si attende una crescita dei raccolti. Il Piemonte si conferma il terzo polo produttivo nazionale con un aumento del 2%, mentre il Veneto recupera terreno (+2%) dopo la campagna 2025 penalizzata dal maltempo. In aumento anche la produzione in Emilia-Romagna (+6%) e Friuli Venezia Giulia (+9%).Situazione stabile in provincia di Alessandria dove le previsioni si attestano sui circa 26.000 quintali su 95 ettari, in linea con i numeri dello scorso anno. Le prime ad essere staccate sono le Gala, poi si proseguirà con le varietà più tardive: Renette, Stark, Golden e, tra le ultime, le Fuji.

Eventi climatici estremi, aumento dei costi e la progressiva riduzione degli strumenti a disposizione dei produttori stanno creando notevoli difficoltà alle aziende, anche se la qualità si preannuncia comunque ottima grazie a un andamento favorevole nella prima parte della stagione.

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A tracciare un bilancio è la Coldiretti sulla base dei dati Prognosfruit: l’Italia resta il secondo produttore europeo di mele, avvicinandosi alla Polonia che quest’anno vede un crollo del 30% e davanti a Francia e Germania.

Le mele sono il frutto più consumato dagli italiani ma anche quello più esportato in tutto il mondo. Nel 2025 le vendite all’estero hanno superato in quantità il miliardo di chili.

Sul raccolto nazionale 2026 pesano, infatti, effetti dei cambiamenti climatici e gli attacchi di insetti alieni come cimice asiatica e Popillia japonica, che colpiscono i frutteti. Complessivamente, in Europa quest’anno si avrà il 17% di mele in meno.

Per quanto riguarda le varietà, si registra un calo delle principali mele tradizionali rispetto allo scorso anno, a partire dalla Golden Delicious (-11%) e dalla Gala (-9%), mentre la Fuji dovrebbe mantenersi sostanzialmente stabile (+1%). In flessione anche la Red Delicious (-5%) e la Granny Smith (- 4%). In controtendenza le nuove varietà "club", che continuano a crescere e raggiungono un nuovo record con oltre 690mila tonnellate prodotte, in aumento del 9% rispetto alla scorsa campagna.

Molte le varietà antiche coltivate in Monferrato esempi importanti di tutela della biodiversità come il Pom Marcon, Renetta ruggine, Ciucarina bianca, Limonina, Ciucarin-a Rusa, Carlo Rosso, Grigio Piemonte, Calvin, Gambafina, Piatlin o Ruscai.

In Val Borbera invece, nei comuni di Albera Ligure, Cabella Ligure, Cantalupo Ligure, Carrega Ligure, Grondona, Mongiardino Ligure, Roccaforte Ligure e Rocchetta Ligure è la mela Carla a farla da padrona: ne sono caratteristiche la pezzatura media piccola, la buccia giallo verde con sovracolore rosso aranciato, la polpa bianca e il sapore dolce.

“In un’annata non facile per diverse tipologie di produzioni, le mele registrano una buona qualità con frutti dolci e succosi. Per garantire una maggiore costanza dei raccolti a favore dei consumatori italiani e di tutto il mondo che apprezzano le mele nazionali, è necessario continuare ad investire in sistemi di difesa attiva e passiva dai cambiamenti del meteo e dagli insetti alieni - ha affermato il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco -. Equa remunerazione ai frutticoltori, distintività del prodotto, promozione, aggregazione commerciale, origine in etichetta sui trasformati frutticoli: queste le principali sfide a tutela della melicoltura alessandrina”.

“Salvaguardare le varietà antiche, e non mi riferisco ovviamente solo alle mele, è fondamentale per non impoverire la scelta a tavola con la rinuncia a determinati sapori e prodotti, per impedire che sparisca un patrimonio importante di biodiversità e quindi parte dell’identità ambientale e culturale del nostro territorio, una vera e propria tradizione che si tramanda di generazione in generazione. Per chi non ha la possibilità di acquistarle direttamente dal produttore in azienda o nei mercati di Campagna Amica, attenzione sempre alle etichette che devono obbligatoriamente riportare per legge l’origine, ossia il luogo di coltivazione, e la varietà delle mele”, ha aggiunto il Direttore Coldiretti Alessandria Elio Gasco.

In quest'ottica è necessario accelerare gli investimenti nella realizzazione di invasi per assicurare la disponibilità di acqua, potenziare i sistemi di difesa attiva e passiva contro le calamità e sostenere con decisione l'innovazione in agricoltura. Dalle Tecniche di Evoluzione Assistita (Tea) all'impiego di droni e tecnologie di precisione, gli strumenti innovativi sono fondamentali per affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici e contrastare la diffusione di patogeni vecchi e nuovi.

L'obiettivo è garantire una giusta marginalità economica agli agricoltori, sempre più chiamati a fronteggiare costi crescenti e rischi produttivi.

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