12 Agosto 2026
SICCITÀ: ALLE STELLE I COSTI PER IRRIGARE. FILIERE IN SOFFERENZA, DAL MAIS AGLI ORTAGGI, DA FRUTTA A RISO

La siccità colpisce tutte le filiere con le situazioni più gravi per mais, riso, soia, oltre a ortaggi e frutta con perdite che in alcune zone arrivano al 70%. In sofferenza anche viti e noccioleti, mentre la produzione di latte nelle stalle è calata del 20%. Una situazione che si sta aggravando anche in provincia con il caldo record che continua a mettere sotto pressione le campagne alessandrine.

Tra caldo estremo, siccità, grandine e roghi i danni all’agricoltura italiana hanno già superato, a livello nazionale, i tre miliardi di euro ma il conto degli effetti del cambiamento climatico potrebbe ulteriormente aggravarsi se l’assenza di precipitazioni dovesse perdurare. Cresce l’allarme per il riso, con punte del 40% di calo del raccolto.  La mancanza d’acqua condiziona anche la produzione dei cereali per gli animali, con un incremento medio stimato di oltre il 30% dei costi per irrigare, tra consumo idrico e del gasolio necessario per attivare gli impianti.

A quella della siccità si aggiunge l’emergenza incendi. Complessivamente, dall’inizio dell’anno sono quasi 80mila gli ettari di boschi e terreni andati in fumo, secondo l’analisi Coldiretti su dati Effis.

“Il cambiamento climatico sta rendendo sempre più difficile programmare le attività agricole e zootecniche e impone interventi strutturali. In Alessandria e provincia, come in tutto il Piemonte, la situazione resta particolarmente critica, con un forte deficit di precipitazioni e riserve idriche inferiori del 30% alla norma – ha affermato il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco -. Non possiamo rincorrere sempre le emergenze, è prioritaria un'accelerazione sul piano degli invasi per garantire l'acqua necessaria alle colture”. 

La situazione conferma l'urgenza di investire nella realizzazione di un piano nazionale degli invasi dotati di sistemi di pompaggio in grado di produrre energia elettrica. Oggi l'Italia riesce infatti a trattenere appena l'11% dell'acqua piovana, una quota insufficiente per affrontare periodi di siccità sempre più frequenti e intensi.  

“Si tratta di un progetto immediatamente cantierabile che consentirebbe di trattenere e accumulare l’acqua piovana durante tutto l’anno, riducendo gli effetti degli eventi meteorologici estremi e contribuendo a prevenire esondazioni e allagamenti – ha aggiunto il Direttore Coldiretti Alessandria Elio Gasco -. I bacini, realizzati con materiali naturali e senza l’utilizzo di cemento, sarebbero destinati agli usi civili e agricoli, oltre a rappresentare una fonte di energia idroelettrica rinnovabile. Il piano prevede inoltre il recupero e la piena valorizzazione delle infrastrutture idriche già esistenti. Per affrontare in modo efficace l’emergenza climatica, però, è necessario adottare una strategia complessiva che includa anche la manutenzione dei corsi d’acqua e il potenziamento delle reti di distribuzione, così da garantire una gestione più efficiente delle risorse idriche”.

Una sfida non più rinviabile, considerato che gli eventi climatici estremi hanno provocato negli ultimi quattro anni danni per circa 20 miliardi di euro all’agricoltura italiana.

A pesare sulle aziende è anche l’aumento dei costi, a partire da quello del gasolio agricolo necessario all’attivazione dei sistemi di irrigazione. Con la necessità di garantire acqua alle colture in crisi, sono aumentati considerevolmente gli interventi di soccorso.

La nuova crisi di Hormuz ha riportato in alto i prezzi con un aumento di quasi 30 centesimi al litro rispetto a inizio luglio, secondo l’analisi Coldiretti su dati della Camera di Commercio di Milano.

Se l’annuncio dei negoziati aveva riportato le quotazioni a 1,16 euro al litro dopo il picco di 1,49, il riaccendersi della guerra ha visto schizzare nuovamente in alto i listini, ora a 1,44 euro. Dall’avvio del conflitto in Iran, il prezzo è salito di quasi il 70%.

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