15 Ottobre 2026
SETTORE ZOOTECNICO: MANCIO, DAI PASCOLI DELLA VAL LEMME ALLA SELEZIONE DEL CENTRO GENETICO ANABORAPI   

Il protagonista di questa ‘good news’ è lui, Mancio, nato il 6 aprile 2025. Taglia media, pelle sottile, arti di ossatura fine, testa piccola. Cresciuto a Carrù ma ha la tenacia di chi è nato in montagna, in un’azienda in cui le fattrici per circa quattro mesi all’anno devono sfruttare i magri pascoli appenninici che dividono la provincia alessandrina da quella ligure.

Segni particolari? E’ stato scelto dal Centro Genetico di Anaborapi, dove avviene la selezione della Razza Bovina Piemontese, per l’inseminazione artificiale.

Un evento rarissimo poiché la stragrande maggioranza dei vitelli selezionati provengono da Cuneo, seguiti da quelli di Torino.

La selezione effettuata dall’Anaborapi, volta ad esaltare le caratteristiche produttive, riproduttive e l’importanza dei caratteri morfologici, ha come obiettivo la correttezza intesa come assenza di difetti rilevati alla nascita, individuati attraverso quattro differenti modalità: genealogia, un programma di “accoppiamenti programmati” progettato dall’Anaborapi, su segnalazione degli allevatori e sulla variabilità delle linee genetiche di appartenenza.

Mancio appartiene all’allevamento di Andrea Giaroli, ingegnere elettronico che ha preferito gli aspri pendii dell’Appennino, nel punto più alto della Val Lemme, a Fraconalto, alla tranquillità del posto fisso nel capoluogo ligure, facendo diventare la sua passione per la stalla un vero e proprio lavoro.

Giaroli, è un esempio virtuoso di agricoltura eroica e recupero delle aree marginali che, nonostante le molte difficoltà riescono a sopravvivere grazie a professionalità come quella di Andrea che non è nuovo a meritatissimi riconoscimenti arrivati grazie alla sua dedizione e ricerca continua delle ‘genetica perfetta’.

“Esattamente 10 anni è stata O_Pamela a conquistare il titolo di Campionessa Assoluta alla Mostra Nazionale di Cuneo. Avevo quindi raggiunto il top per quanto riguarda l’aspetto morfologico della Razza Piemontese. Da quel giorno desideravo raggiungere il vertice anche nel settore genetico della Razza e il traguardo era qualificare un toro per la fecondazione artificiale. Da pochi giorni è ufficiale che ho centrato questo prestigioso obiettivo”, ha affermato Andrea Giaroli.

Ma perché si parla di evento rarissimo?

“Il percorso per portare un toro alla qualifica è piuttosto complesso e difficile, si tratta di trovare un soggetto che racchiuda in sé tutta una serie complicatissima di requisiti genetici, morfologici, sanitari e comportamentali. Il percorso di selezione dura dalla nascita fino a circa un anno di età. Ogni mese vengono scelti i migliori 18 vitelli nati tra tutti gli allevamenti iscritti al Libro Genealogico. Al termine del percorso solo 2 o 3 soggetti superano tutti i test e vengono abilitati. Il mio Mancio ce l’ha fatta!”, ha aggiunto Giaroli.

In perfetta sintonia con la progettualità di Coldiretti porta avanti il suo impegno nei confronti della tutela del consumatore a difesa del Made in Italy, fondamentale per la sopravvivenza dei territori e dei sapori che altrimenti cadrebbero vittima dell’omologazione. E i risultati parlano da soli: miglioramento genetico del patrimonio zootecnico, razionalizzazione dei metodi di allevamento, sistema di alimentazione sistematico ed uniforme, utilizzo del pascolo, misure volte all’ottenimento della migliore qualità delle produzioni, miglior rapporto tra produttore e consumatore improntato alla massima trasparenza e rintracciabilità e alla conoscenza diretta dei metodi di produzione”, ha affermato il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco.

“Una notizia che arriva a pochi giorni dalla proposta di legge presentata alla Camera dei Deputati su richiesta di Coldiretti per valorizzare la razza bovina Piemontese e l’intera filiera anche a tavola – ha aggiunto il Direttore Coldiretti Alessandria Elio Gasco -. Dietro ad un piatto di carne di razza Piemontese c’è il lavoro dei nostri allevatori che preservano territori altrimenti disabitati e conservano la biodiversità. Raccontare tutto ciò in un piatto è fondamentale e rappresenta il vero valore aggiunto del patrimonio agroalimentare del territorio. Ci complimentiamo con Andrea, sono queste le notizie che ci piacciono, per contrastare il difficile momento che il settore zootecnico sta attraversando”.

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