Il 2026 è l’Anno Internazionale della Donna Agricoltrice proclamato dalle Nazioni Unite, organizzato dalla Fao in collaborazione con Ifad, Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo e il WFP, Programma Alimentare Mondiale.
A conferma di come il ruolo delle donne nei campi sia sempre più centrale. Non a caso il 60% delle aziende agricole femminili è impegnato in attività sostenibili e green, mentre cresce anche il livello di formazione con una imprenditrice su quattro laureata.
Secondo Coldiretti, in Italia sono quasi 200 mila le imprenditrici agricole, pari a circa il 28% delle aziende del settore, una presenza che rende l’agricoltura uno dei comparti con la più alta partecipazione femminile. Le imprese guidate da donne sono spesso protagoniste di percorsi innovativi e multifunzionali, dalla vendita diretta all’agriturismo, dall’agricoltura sociale alla trasformazione dei prodotti.
In provincia di Alessandria l’analisi territoriale della Camera di Commercio rivela come la componente femminile assuma una rilevanza maggiore nei sistemi imprenditoriali proprio sul territorio alessandrino classificandosi, in Piemonte, al primo posto con un 23,4% sulle complessive 38.033 provinciali: a fine dicembre 2025 sono 8.911 le imprese provinciali in rosa su un totale complessivo di 39.523. In calo del 2,7% rispetto al 2024.
Operano prevalentemente nei settori del commercio, dell’agricoltura, del turismo e dei servizi alla persona: in particolare, agricoltura e commercio comprendono il 41% delle imprese femminili provinciali con 1.869 imprenditrici su 1.777 imprese.
Il 13,8% sono imprese femminili guidate da straniere (provenienti da Romania, Cina, Albania e Marocco) e l’8,8% è amministrato da giovani imprenditrici (98 le giovani imprenditrici impegnate in agricoltura su un totale di 788 di giovani impegnate in altri settori).
Il risultato che emerge da un’analisi di Donne Coldiretti è che oggi 1 azienda agricola su 3 è guidata da donne con una presenza che sta rivoluzionando il lavoro nei campi, dove sono capaci di spaziare dall’allevamento alla coltivazione, dal florovivaismo all'agriturismo, dalla trasformazione dei prodotti alla vendita diretta. Ma il vero motore delle nuove contadine sono anche le attività sociali come le fattorie didattiche, ma anche l’importante impegno per l’inserimento nel mondo del lavoro delle donne meno fortunate, vittime di violenze e soprusi.
“In un settore a lungo considerato prerogativa dell’uomo la presenza femminile fa parte della nuova sfida sociale, per le tante donne che amano abbattere barriere e pregiudizi e guardano al futuro armate di un grande ed importante bagaglio culturale ed esperienziale – ha affermato Silvia Beccaria, Responsabile Provinciale Donne Coldiretti -. Donne che vedono nell’agricoltura il nuovo volano per la propria realizzazione professionale. E’ per accompagnare questo percorso stiamo lavorando per superare le tante difficoltà che incontrano le imprenditrici in campagna, soprattutto quelle più giovani, a partire, ad esempio, dalla scarsa tutela soprattutto nell'ambito della maternità dove il sostegno è davvero irrisorio e non riesce a coprire i costi di un’altra persona, visto che il lavoro agricolo non si può certo fermare”.
"Una crescente attenzione all'ambiente e alla sostenibilità – ha aggiunto il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco -. Oltre il 50% delle donne in campagna svolge più di una attività connessa alla produzione primaria, soprattutto vendita diretta in azienda o nei mercati di Campagna Amica, agriturismo e trasformazione di prodotti agricoli. Ben il 60% delle donne nelle loro aziende ha poi scelto di dedicare parte della produzione al biologico o al biodinamico e di operare per una filiera di qualità attenta alla sostenibilità, welfare animale, tutela della biodiversità e del paesaggio”.

In particolare, “le donne creano legami forti con il territorio e sono un vero e proprio presidio per la sopravvivenza e la valorizzazione delle aree rurali – ha concluso il Direttore Coldiretti Alessandria Roberto Bianco -. Rappresentano un tassello importante della nostra Organizzazione e dell’economia territoriale, per questo vanno supportate anche attraverso strumenti e misure ad hoc che possano sostenere sempre più il loro impegno e la loro capacità imprenditoriale”.