4 Marzo 2026
CRISI MEDIO ORIENTE: SHOCK ENERGETICO, SIA GARANTITA DISPONIBILITÀ MATERIE PRIME

Con le tensioni in Medio Oriente e la chiusura dello Stretto di Hormuz iniziano forti ripercussioni anche sui flussi commerciali ed è a rischio la sovranità alimentare europea.

E’ quanto afferma Coldiretti Alessandria nel commentare lo scenario geopolitico che sta delineando una situazione di estrema gravità che incide direttamente, oltre che sulla sicurezza dei cittadini, sulla stabilità dei sistemi economici con l’aumento dei costi di produzione.

“L’Italia sta vivendo una fase che non conosceva da ottant’anni. Lo scenario internazionale legato alla crisi in Iran rischia di avere ripercussioni pesantissime su famiglie e imprese, a partire dall’esplosione dei costi energetici e delle materie prime – ha affermato il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco -. Questa situazione non deve diventare terreno fertile per le speculazioni a danno degli agricoltori. Sicuramente tra le prime problematiche emergono l’elevata dipendenza dall'estero per l'approvvigionamento di fattori produttivi essenziali, come fertilizzanti ed energia, ma anche ortofrutta e grano. Per questo ci mettiamo a disposizione dell’agroindustria con i nostri progetti di filiera, come quello di Gran Piemonte, nato con il Consorzio Agrario del Nord Ovest, che ad oggi ha visto aderire oltre mille aziende su tutto il territorio regionale, di cui buona parte dalla provincia di Alessandria, per una superficie di 9800 ettari ed una produzione di 420 mila quintali, che consentono approvvigionamenti rapidi e di produzioni 100% made in Piemonte”.

Una quota significativa del commercio mondiale di fertilizzanti transita da Hormuz e la situazione, già critica, rischia di aggravarsi con interruzioni delle forniture e ulteriori aumenti dei prezzi. Per l’ortofrutta il problema è immediato: per le merci deperibili l’interruzione dei servizi marittimi verso i porti del Golfo apre uno scenario pesante.

“Coldiretti si è subito attivata affinché venga garantita, attraverso la diplomazia, la disponibilità di fertilizzanti e concimi, ma anche delle altre materie prime necessarie ed indispensabili per continuare a produrre e tutelare la filiera agroalimentare italiana. Non va dimenticato che da queste aree proviene oltre il 25% della disponibilità globale e più del 33% dei fertilizzanti utilizzati nel mondo: eventuali interruzioni avrebbero un impatto diretto sia sui costi sia sulla disponibilità dei prodotti. Le conseguenze sarebbero inevitabili: aumento dei costi di gestione lungo tutta la filiera agroalimentare e, a cascata, crescita dei prezzi per cittadini e consumatori - ha aggiunto il Direttore Coldiretti Alessandria Roberto Bianco -. Purtroppo il rischio di un nuovo shock energetico è concreto. Dalla guerra tra Russia e Ucraina ci portiamo ancora dietro aumenti che non sono mai rientrati: negli ultimi quattro anni i fertilizzanti hanno registrato un +46% e l’energia un +66%. Questo nuovo scontro bellico, oltre a rappresentare un dramma umano, rischia di compromettere nuovamente equilibri fondamentali per garantire continuità al lavoro delle nostre imprese agricole”.

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