Continuare a far crescere la filiera del frumento tenero alessandrino: questo l’obiettivo del progetto “Gran Piemonte”, giunto al settimo anno di semine con numeri e prospettive territoriali importanti per l’annata 2026-2027.
Nonostante le difficoltà legate a meteo e volatilità dei prezzi, la produzione di grano in provincia di Alessandria si mantiene sui circa 30.000 ettari coltivati.
È quanto emerge dall’analisi tecnica di Coldiretti Alessandria sulla trebbiatura 2026, che evidenzia i vantaggi dell’accordo di filiera Gran Piemonte stipulato a livello regionale tra Coldiretti e il Consorzio Agrario del Nord Ovest per oltre 10.000 ettari a livello piemontese: una superficie destinata a crescere in vista delle prossime semine autunnali.
Prospettive importanti che hanno una proiezione sul raccolto 2027 di oltre 62.000 tonnellate, tra miscela Gran Piemonte, Barilla, Giorgione, mix Forza Piemonte e Harmony.
Numeri rilevanti emersi durante l’incontro a cui hanno partecipato oltre cento cerealicoltori, organizzato in sede Coldiretti Alessandria alla presenza del Presidente provinciale Mauro Bianco e del Direttore Elio Gasco.
Per il Cap Nord Ovest hanno illustrato “l’importanza di mettersi in filiera” il Presidente Adriano Cavallito, il Vice Direttore Diego Bono e il Direttore commerciale Floriano Luciano.
Dall’estate del 2020 quando, con il Consorzio Agrario del Nord Ovest, è partito il progetto di filiera Gran Piemonte i numeri sono cresciuti notevolmente e ad oggi, alla vigilia del settimo anno di semine, su una superficie di oltre 10.000 ettari a livello regionale, 3.200 sono in provincia di Alessandria, ed una produzione provinciale di 20.000 tonnellate per 185 aziende, ovvero oltre al 25% della superficie piemontese in filiera.
Negli anni, il progetto si è rivelato una valida opportunità per le aziende cerealicole che hanno potuto migliorare la loro prospettiva di reddito, grazie alle importanti premialità previste dai contratti rispetto alle quotazioni di borsa, ed anche una garanzia di sicurezza e tracciabilità a fronte delle importazioni di grano tenero dall’estero che non rispetta i nostri standard qualitativi.
Le aziende cerealicole aderenti alla filiera Gran Piemonte hanno coltivato diversi mix di frumento tenero, attentamente selezionati dai tecnici della Coldiretti che, in particolare, hanno sperimentato con successo il mix “Forza Piemonte” che verrà riproposto quest’autunno per le nuove semine e consiste nella miscela di più varietà di grano con caratteristiche diverse ma che coltivate assieme, arricchito dalle varietà Ayrton e Rota, nel rispetto di un disciplinare di produzione attento all’ambiente e alla biodiversità, sono in grado di fornire un’ottima resa produttiva, una buona resistenza alle patologie e una farina duttile con una stabilità delle caratteristiche molitorie.
“In vista delle semine autunnali di frumento tenero abbiamo in programma la crescita dei quantitativi prodotti nell’ambito di Grano Piemonte, che consentono alle nostre aziende di vedersi riconosciuti prezzi equi, mai al di sotto dei costi di produzione, come prevede la normativa di contrasto alle pratiche sleali – ha affermato il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco -Le manovre speculative sui prodotti alimentari sono sotto gli occhi di tutti: in particolare, nei primi sei mesi del 2026, sono state importate dall’estero in Italia oltre 3,337 milioni di tonnellate di varietà di grano tenero, 330mila tonnellate in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, destinate all’industria dolciaria per la produzione di panettoni, biscotti, grissini, pane in cassetta e vari prodotti da forno”.
“È dunque evidente quanto sia fondamentale ridurre sensibilmente la dipendenza dall’estero e badare alla sovranità alimentare scegliendo la via dei progetti di filiera con al fianco i nostri tecnici che seguono le aziende fin dalle operazioni preparatorie, spesso complicate dai mutamenti climatici – ha aggiunto il Direttore Coldiretti Alessandria Elio Gasco -. Il progetto Gran Piemonte, anche in annate complicate sotto il profilo climatico ed economico, consente di potenziare e valorizzare la produzione di grano alessandrino per ottenere prodotti con farine di ottima qualità, che rispondono alle esigenze di consumatori sempre più attenti alla provenienza degli ingredienti, e per remunerare i cerealicoltori come meritano. Il riferimento sono le principali borse merci ed il pagamento all’imprenditore agricolo è fissato in modo da garantire un’immediata remunerazione”.
