Nocciole e olio d’oliva sono due simboli di una battaglia più ampia: oggi solo il 3% dei prodotti alimentari extra Ue viene sottoposto a controlli.
Coldiretti Alessandria rilancia la richiesta di un cambio di passo deciso: più controlli alle frontiere, obbligo di indicazione dell’origine su tutti gli alimenti in commercio nell’Unione Europea e cancellazione della norma dell'ultima trasformazione sostanziale del codice doganale che consente di “italianizzare” prodotti stranieri con trasformazioni minime.
Le nocciole che diventano magicamente Made in Italy. L’obbligo di indicazione dell’origine per quelle sgusciate, entrato in vigore lo scorso anno grazie all’azione di Coldiretti, rappresenta un primo passo, ma restano prive di trasparenza quelle utilizzate come ingrediente nei prodotti trasformati e, in una campagna disastrosa per la produzione nazionale di nocciole con riduzione del raccolto che in alcune aree, come quella alessandrina, ha raggiunto oltre l'80%, con forte aumento delle importazioni, è necessario aumentare i controlli per evitare che nocciole importate diventino magicamente italiane. Nei primi dieci mesi del 2025 sono arrivati in Italia oltre 81 milioni di chili di nocciole straniere, per metà dalla Turchia, Paese spesso sotto osservazione per residui di aflatossine e per il mancato rispetto dei diritti dei lavoratori.
E le dinamiche che riguardano le nocciole coinvolgono anche un’altra eccellenza strategica, l’olio extravergine d’oliva.
L’attacco all’olio Made in Italy. Nel 2025 oltre mezzo miliardo di chili di olio d’oliva hanno attraversato le frontiere italiane, deprimendo i prezzi dell’extravergine nazionale, alimentando inganni ai danni dei cittadini consumatori e favorendo un mercato opaco in cui prosperano trafficanti di olio e pratiche illegali. È l’allarme lanciato da Coldiretti, impegnata in prima linea nella difesa dell’olivicoltura italiana e della qualità del Made in Italy, anche contro una parte dell’industria che preferisce approvvigionarsi di prodotto estero a basso costo invece di valorizzare l’eccellenza nazionale. Emblematico il caso dell’olio tunisino, i cui arrivi sono aumentati del 40% nei primi dieci mesi del 2025, con un prezzo medio di circa 3,5 euro al chilo.
“Un dumping che scarica sull’anello più debole della filiera, gli agricoltori, il peso di una concorrenza sleale, costringendoli spesso a vendere al di sotto dei costi di produzione. Un discorso che non vale solo per nocciole e olio ma può essere allargato a moltissimi simboli del vero Made in Italy in tavola. Rivendicazioni già al centro delle nostre mobilitazioni. L’invasione di prodotto straniero esercita una pressione sistematica al ribasso sulle quotazioni, che alterano il mercato e minano la sostenibilità economica delle aziende agricole italiane”, ha affermato il Presidente provinciale Coldiretti Alessandria Mauro Bianco.
“L’attacco alle nocciole e all’olio Made in Italy”, accendono i riflettori su truffe e sofisticazioni che danneggiano imprese e cittadini. Dagli arrivi incontrollati di prodotto extra Ue alle frodi più gravi, come l’olio di semi colorato con clorofilla e venduto come extravergine. Accanto al prodotto low cost che sbarca quotidianamente nei porti italiani, emergono veri e propri casi di illegalità che richiedono un rafforzamento immediato dei controlli – ha aggiunto il Direttore Coldiretti Alessandria Roberto Bianco -. Per quanto riguarda l’olio è necessario orientare gli acquisti verso oli extravergini di qualità, spiegando che il generico “olio di oliva” è spesso il risultato di processi industriali di deacidificazione e rettifica, che attraverso alte temperature e l’uso di carboni attivi eliminano difetti e odori, svuotando il prodotto della sua naturalità”.
A tutto questo si aggiunge il nodo delle etichette: la scritta “Confezionato in Italia” campeggia in grande, mentre l’origine reale – Ue o extra Ue – resta relegata in caratteri minuscoli, quasi invisibili. Un meccanismo che confonde il consumatore e penalizza chi produce davvero in Italia e in questo senso saranno fondamentali i soldi recuperati dalla Pac per sostenere investimenti a livello olivicolo per aumentare la produzione.
