20 Aprile 2026
ALIMENTAZIONE: TRA I BANCHI SI IMPARA ANCHE A SCEGLIERE E RISPETTARE IL CIBO E RIDURRE GLI SPRECHI

Il ‘rinnovamento’ delle mense scolastiche puntando su cibo locale, a km zero e di stagione, ha come obiettivo migliorare la salute di circa 1,9 milioni di alunni ed è uno dei pilastri fondamentali per promuovere abitudini alimentari corrette e tutelare il benessere dei bambini.

In questo contesto ogni innovazione che ha come obiettivo “trasformare il momento del pranzo in un’opportunità formativa, favorendo nei bambini lo sviluppo di autonomia, consapevolezza e responsabilità nelle scelte alimentari, all’interno di un percorso guidato e attento agli aspetti educativi e nutrizionali” rappresenta un passo avanti fondamentale per formare consumatori consapevoli e informati.

L’Assessora alla Pubblica Istruzione del Comune di Alessandria, Irene Molina, lo aveva anticipato durante il convegno organizzato da Donne Coldiretti nelle scorse settimane sottolineando l’importanza di cambiamenti e l’avvio del self-service nelle mense in alcune scuole cittadine per trasmettere valori fondamentali quali “l’importanza del rapporto con il cibo, come si gestiscono i tempi di attesa, la riduzione degli sprechi e il rispetto dell’ambiente”.

“In provincia di Alessandria circa 8 alunni su 10 mangiano nelle mense scolastiche, oltre 200 mila alunni a livello piemontese, per cui produrre cibo sano e sostenibile per tutelare la salute dei cittadini consumatori, a partire dalle fasce più giovani della popolazione, è da sempre l’obiettivo dei nostri imprenditori agricoli. Un’alimentazione consapevole è la prima forma di prevenzione e rispetto per la salute, l’ambiente e l’economia agricola del Paese. Per questo puntiamo a una ristorazione scolastica di qualità, con cibo a km zero, stop al junk food e programmi educativi fin dai primi anni di vita – ha affermato il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco -. Dal cerealicolo al risicolo, dallo zootecnico al lattiero-caseario, dall’ortofrutticolo al vitivinicolo, dal corilicolo all’apistico fino a diversi altri: un enorme patrimonio di qualità che va valorizzato ed incentivato a tutti i livelli, fin dalle scuole dove si consumano, appunto, diversi prodotti ultra-trasformati come merendine, caramelle, bibite gassate. Proprio in tale ottica, lavoriamo da anni al progetto di Coldiretti Educazione alla Campagna Amica: al centro i temi della sostenibilità, della tutela dell’ambiente, della legalità, sviluppati attraverso la chiave del cibo, del mondo della campagna, del modello di agricoltura sostenibile che contraddistinguono in modo distintivo l’Italia e il Made in Italy agroalimentare”.

Un indirizzo che va incontro in primis alle richieste delle famiglie. Secondo l’ultimo Rapporto Censis/Coldiretti, l’86% degli italiani ritiene che nelle mense collettive occorrerebbe utilizzare principalmente prodotti locali freschi e di stagione e una percentuale analoga (l’83%) condivide la scelta di vietare nelle mense scolastiche addirittura per legge i cibi cosiddetti ultra-formulati. La qualità del cibo nei menù scolastici viene peraltro promossa a pieni voti solo da 1 genitore su 3 (34%) tra coloro che esprimono un’opinione, mentre per il 46% raggiunge la sufficienza. Ma il restante 20% la boccia.

Con 1,9 milioni di alunni che mangiano nelle mense scolastiche (di cui circa 900.000 negli asili), è nato il Manifesto per l’educazione alimentare negli asili e nelle scuole, promosso da Coldiretti, insieme a Filiera Italia e alla Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp) per promuovere abitudini alimentari corrette e tutelare la salute dei bambini, in particolare nei primi mille giorni di vita, cruciali il loro sviluppo futuro.

Il Manifesto è un impegno concreto in 5 punti per restituire alle nuove generazioni il diritto al cibo buono, naturale, giusto, sicuro e garantito: una strategia nazionale contro l’obesità infantile con piano condiviso tra Ministeri, Regioni e scuole, supportato da Coldiretti; un patto educativo tra scuola, famiglie, pediatri e agricoltori per modelli alimentari sostenibili; cibo a km zero nelle mense scolastiche e nidi, valorizzando filiere italiane contro la logica del risparmio; contrasto al junk food dentro ai distributori nelle scuole ed edifici pubblici, che va sostituito da prodotti freschi locali attraverso una nuova normativa; programmi di educazione alimentare nei curricula, con mense come luoghi di apprendimento anche per le famiglie. “Produrre cibo sano e sostenibile per tutelare la salute dei cittadini consumatori, a partire dalle fasce più giovani della popolazione, è inciso da sempre nel Dna degli agricoltori della Coldiretti, tanto che più di venticinque anni abbiamo sottoscritto un vero e proprio Patto col consumatore fondato sulla volontà di promuovere uno stile di impresa in armonia con la natura e con le leggi che la governano e difendere l’Italia dalle minacce alla sicurezza ambientale e alimentare – ha aggiunto il Direttore Coldiretti Alessandria Roberto Bianco -. E’ da qui che muovono tutte le nostre battaglie, dalla trasparenza in etichetta all’affermazione del principio di reciprocità, fermando le importazioni di prodotti che non rispettano le nostre stesse regole. Non dimentichiamoci che continuiamo a importare grano al glifosato, una sostanza cancerogena che finisce nella nostra pasta e persino nel latte materno, e che le multinazionali hanno cercato per anni di far passare falsamente per innocua”.

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