2 Luglio 2026
METEO: È SOS CLIMA. A GIUGNO SUL TERRITORIO NAZIONALE REGISTRATI 23 EVENTI ESTREMI AL GIORNO

Nel solo mese di giugno si sono verificati in Italia ben 700 eventi estremi tra violenti temporali, grandinate, tornado e tempeste di vento e di fulmini, oltre ventitré al giorno. Un numero più che raddoppiato rispetto allo stesso periodo del 2025. E’ quanto emerge da un’analisi Coldiretti su dati Eswd che evidenzia l’impatto delle anomalie climatiche, con il caldo record che si alterna a violenti fenomeni temporaleschi che colpiscono le città come le campagne. Dopo giornate di afa, soprattutto nelle ore pomeridiane o serali, possono, infatti, verificarsi rovesci improvvisi, forti raffiche di vento e grandinate, con l’effetto paradossale che in alcuni territori si susseguono bollini rossi ad allerte meteo nel giro di poche ore.

E infatti, il mese di luglio in provincia di Alessandria è iniziato facendo registrare terreni allagati e colture compromesse dalla grandine: ieri pomeriggio, in particolare, nella zona di Castelnuovo Scrivia (Frazione Gerbidi e Località Ova) sino verso Sale, i chicchi hanno colpito mais e orticole, mentre i canali di scolo non sono riusciti a trattenere l’acqua che ha invaso i campi procurando danni irreversibili alle colture. Grandine è stata registrata anche nelle aree limitrofe a Mirabello, nella zona di Casale Monferrato, con danni in particolare alle coltivazioni di mais.

“Temporali violenti e vere e proprie bombe d’acqua peraltro non portano sollievo rispetto al problema siccità. Perché la pioggia possa offrire un reale beneficio alle campagne, è necessario che sia prolungata, regolare e di intensità moderata. Al contrario – ha affermato il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco - le precipitazioni intense oltre ad abbattersi sulle coltivazioni rischiano di aggravare la situazione: il terreno non riesce ad assorbire rapidamente l'acqua, che defluisce in superficie aumentando il rischio di frane, smottamenti e altri fenomeni di dissesto idrogeologico”.

Un problema in più per un’agricoltura già fortemente penalizzata dalle tensioni internazionali, entrata in forte sofferenza a causa dell’andamento climatico che ha colpito tutta Italia, con la provincia di Alessandria che ha registrato nei giorni scorsi temperature e caldo record. A risentirne maggiormente, secondo il monitoraggio Coldiretti, sono le coltivazioni di riso, pomodori e ortaggi, i pascoli e gli stessi allevamenti dove l’afa fa calare la produzione di latte e aumenta i costi fino al 30% in più per la refrigerazione del prodotto, oltre che per i sistemi di raffreddamento delle stalle, tra nebulizzatori, doccette e ventilatori.

Negli ultimi quattro anni gli effetti dei cambiamenti climatici hanno causato danni diretti e indiretti all’agricoltura italiana per oltre 20 miliardi di euro, tra siccità e alluvioni, andando ad aggravare una situazione che vede già oltre un quarto del territorio italiano (28%) a rischio degrado e desertificazione anche a causa del calo della disponibilità di acqua.
“Proprio in tale ottica diventa sempre più urgente la realizzazione del piano invasi con sistemi di pompaggio proposto da Coldiretti e Anbi per garantire l’approvvigionamento idrico e produrre energia pulita. Oltre ad assicurare la disponibilità di acqua per gli usi civili, per la produzione agricola e per generare energia pulita idroelettrica, i bacini limiterebbero l’impatto sul terreno di piogge e acquazzoni, frenando la tendenza allo scorrimento - ha aggiunto il Direttore Coldiretti Alessandria Elio Gasco -. L’acqua è la più grande infrastruttura strategica del nostro Paese. È una risorsa che genera sviluppo, produce energia, garantisce cibo, tutela il territorio e rappresenta un presidio di pace. Di fronte all’avanzare della siccità e della desertificazione non possiamo più permetterci di rincorrere le emergenze. Servono scelte immediate e investimenti concreti. Le priorità sono chiare: ammodernare una rete idrica che disperde una quantità inaccettabile di acqua, realizzare una rete diffusa di invasi con sistemi di pompaggio per aumentare la capacità di accumulo e garantire l’autosufficienza idrica del settore agricolo, accelerando finalmente la cantierabilità delle opere già progettate. Da anni discutiamo di piani, strategie e programmi. Oggi il Paese ha bisogno di cantieri. Non possiamo continuare a ripetere le stesse analisi mentre gli agricoltori sono costretti ad affrontare danni sempre più gravi.”

“Ogni anno sul nostro Paese cadono enormi quantità di pioggia, ma siamo ancora in grado di trattenere solo una minima parte della risorsa, molto meno di quanto fanno altri Paesi europei - hanno concluso il Presidente Bianco e il Direttore Gasco -. È un paradosso che non possiamo più accettare. Le grandi opere possono rappresentare un motivo di orgoglio nazionale, ma le priorità dei cittadini sono altre. Chi apre il rubinetto e non trova acqua, chi vede i raccolti compromessi o è costretto a rinunciare al proprio patrimonio zootecnico chiede risposte oggi, non tra decenni”.

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