14 Dicembre 2010
“Coesione significa più dialogo e più reddito”

“Partiamo da una certezza: il mondo della Cooperazione vitivinicola potrà continuare ad esistere ed ad avere un peso economico solo se inizierà a dialogare e a promuovere progetti concreti per dare nuovo reddito alle aziende e restituire bilanci degni di questo nome al mondo del vino”.
Con queste parole il presidente della Coldiretti alessandrina, Roberto Paravidino, ha chiuso l’incontro che si è svolto nei locali della sede della federazione alessandrina, al quale erano stati invitati i presidenti e gli enologi delle cantine sociali presenti sul territorio provinciale.
Riuniti attorno allo stesso tavolo, sono emerse problematiche che accomunano zone distanti fra loro, portando a fare i conti con realtà che dovranno cedere ad un’unica parola se vorranno continuare a vivere sul territorio: coesione.
In altre provincie e regioni il processo è già stato attuato: nessuno crede che la soluzione prospettata possa essere veloce e indolore ma sicuramente tutti concordano che rappresenti l’unica strada per trovare nuove soluzioni di ripresa per un comparto economicamente in difficoltà come quello del vino.
“Mi piacerebbe far nostro lo slogan che hanno divulgato in Veneto ossia Meno Cooperative più Cooperazione che trovo particolarmente efficace, rende perfettamente l’idea di dove siamo e dove vogliamo arrivare – ha sottolineato il presidente provinciale Coldiretti Roberto Paravidino – dove emerge chiaramente che le cooperative devono ovviamente far gli interessi dei soci dialogando tra loro, e dove gli interessi degli associati devono superare la logica del campanilismo”.
Univoca la risposta dei presidenti delle cantine sociali presenti, i quali si sono detti disposti alla coesione poiché ciò rappresenta l’unica arma vincente per difendere il territorio e le produzioni d’eccellenza, le Doc soprattutto, da “un’invasione di mercato che propone vino di scarsa qualità veduto in tetrapack ad un prezzo che diventa però attraente per il consumatore”.
Tutelare le uve, i vigneti e far capire proprio ai consumatori quanto la loro scelta sia determinante per continuare a far vivere un territorio: per questo è fondamentale mantenere anche spazi di vendita al minuto, dove è possibile dialogare e spiegare il valore di ciò che viene acquistato.
Il confronto con le cantine è una tappa obbligata se si vuole risollevare economicamente il comparto vitivinicolo: un incontro che è stato deciso dopo il convegno che Coldiretti ha organizzato per trovare soluzioni concrete al momento di crisi, invitando esperti nazionali del settore e dai quali è emerso che proprio il primo passo in questa direzione sarebbe stato incontrare i presidenti delle cantine sociali per avviare un discorso di sinergia e coesione.
Proposte e idee su ciò che Coldiretti sta facendo toccando anche altri due grandi interrogativi: Dolcetto e Barbera. Si dovranno vivere ancora a lungo questi prezzi che gridano allo scandalo? Non piacciono più ai consumatori? Se alla prima domanda la risposta è un “speriamo di no” alla seconda la risposta è “piacciono eccome”.
E allora? Non servono marchi ma progetti ben orchestrati dove le  istituzioni ricoprano un ruolo importante: ecco perché alla prossima riunione, seduti allo stesso tavolo, ci saranno Coldiretti, i presidenti delle cantine e un rappresentante delle istituzioni.
Solo allora si potrà parlare di fattiva collaborazione in difesa non solo del mondo vitivinicolo ma dell’intero territorio.

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