Celebrato a Tortona, in un Duomo gremito di coltivatori diretti provenienti da tutte le zone della provincia alessandrina, il Grazie dei Campi, un momento di riflessione, aggregazione e condivisione che, da sempre, Coldiretti ha fatto proprio.
La terra è di tutti, madre e cibo per i popoli, va rispettata e lavorata in modo etico e rispettoso, salvaguardandola e tutelandola per consegnarla alle future generazioni migliore di come l'abbiamo ricevuta.
Al centro della domenica dedicata a Cristo Re la riflessione sull'importanza del riposo dei campi e il richiamo che arriva dal Giubileo, “una saggezza che siamo chiamati a interpretare perché illumini le buone pratiche agricole del nostro tempo, che vanno conosciute e condivise. Grazie ad essa possiamo abitare la terra dando speranza anche alle generazioni future, sapendo che il Signore benedice chi si prende cura delle sue creature”.
La parola al centro dell’omelia di Don Paolo Padrini, che ha officiato la Santa Messa concelebrata con il Consigliere Ecclesiastico provinciale Mons. Ivo Piccinini e Don Claudio Baldi, è stata restituzione per recuperare il senso del Giorno del Signore, che ci vede riuniti per celebrare l’Eucarestia, e del riposo da ogni tipo di lavoro, anche quello agricolo, che permette ai cristiani di vivere e di far vivere nelle proprie aziende un tempo nel quale possono costantemente guardare i beni della terra con gratitudine e coltivare meglio le relazioni familiari e con le proprie comunità.
La Giornata del Ringraziamento significa riconoscenza a tutte le aziende, vere sentinelle, che presidiano il territorio con coraggio senza lasciarsi piegare dalle difficoltà. Occasione per meditare sui problemi che il mondo rurale sta vivendo, acuiti dal protrarsi degli effetti di una crisi climatica, economica e finanziaria di portata mondiale dove diventa fondamentale una maggiore attenzione all’ambiente, alla sostenibilità e alla biodiversità.
“Grazie al Comune di Tortona per la disponibilità e al vice sindaco Daniele Calore per aver condiviso questa importante Giornata che segna ufficialmente la fine e l’inizio di una nuova annata agraria - ha affermato il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco -. Nelle imprese, catturate a loro insaputa da dinamiche ingiuste, si rafforzano comportamenti che minacciano ad un tempo la qualità del cibo prodotto e i diritti dei lavoratori coinvolti nella produzione. Si tratta di speculazione che si infiltra nella filiera della produzione alimentare: si pensi alle forme di caporalato, che portano a sfruttamento e talvolta alla tratta, le cui vittime sono spesso persone vulnerabili, come i lavoratori e le lavoratrici immigrati o minorenni, costretti a condizioni di lavoro e di vita disumane e senza alcuna tutela”.
Sul sagrato antistante la cattedrale i trattori, moderni esempi di meccanizzazione agricola, hanno accolto i coltivatori provenienti da tutta la provincia.
"La Giornata del Ringraziamento è occasione per meditare sui problemi che il mondo rurale sta vivendo, acuiti dal protrarsi degli effetti della guerra, di una crisi climatica, economica e finanziaria di portata mondiale dove diventa fondamentale una maggiore attenzione all’ambiente, alla sostenibilità e alla biodiversità. La stessa chiesa continua a denunciare le forme di corruzione e di tutto ciò che distrugge l'ambiente e le persone, occorre una vigilanza da parte di ciascuno, in modo particolare delle autorità pubbliche per prevenire infiltrazioni criminali in questo tessuto del dell'agro alimentare – ha aggiunto il Direttore Coldiretti Alessandria Roberto Bianco -. Lo stesso prezzo nel comprare i prodotti può alimentare la giustizia e la trasparenza perché comprare è sempre un atto morale”.
Suggestivo il momento dell’offertorio e la benedizione dei mezzi agricoli che “servono per la fatica quotidiana, per lavorare la terra e per donare alla comunità il bisogno al proprio sostentamento”.
“Siamo gli intermediari, il mezzo attraverso il quale ogni anno si realizza il miracolo della raccolta, la donazione, la distribuzione e la condivisione. Nei frutti c'è parte di noi, del nostro lavoro, della nostra fatica e del nostro impegno che li migliora e ne crea abbondanza - ha sottolineato nel suo intervento Mattia Bellinzona, Presidente Coldiretti per la Zona di Tortona -. Puntando sulla resilienza e multifunzionalità, la nostra agricoltura è in grado di dare luogo a produzioni congiunte e nuovi modelli di sviluppo, capaci di rispondere adeguatamente alle attese del Paese. In questo tempo di crisi, un segnale positivo è rappresentato dal ritorno all’impresa agricola dei giovani, che sentono questo lavoro come una ‘vocazione’, che dona loro dignità e piena valorizzazione”.
