19 Dicembre 2013
Un momento di crescita, di formazione e informazione per le imprese

“Campagna Amica è un progetto in continua evoluzione, abbiamo voluto che ciò fosse ben chiaro sin dal titolo perché è proprio così, perché ogni giorno riserva novità importanti, sia per noi imprenditori, sia per gli operatori che per i consumatori”.
Con queste parole Graziella Boveri, responsabile regionale e provinciale Donne Impresa Coldiretti ha aperto i lavori del momento di formazione e informazione organizzato questa mattina dalla Federazione alessandrina per aggiornare e informare sulle ultime novità del grande Progetto economico messo in campo da Coldiretti.
Un momento di crescita programmato in sinergia con il movimento Giovani Impresa: obiettivo la valorizzazione del Made in Italy e le iniziative culturali in grado di favorire pianificazioni rilevanti nell’ambito della divulgazione di tutto ciò che è strettamente collegato al giusto equilibrio fra etica ed economia, tutela del consumatore e difesa della territorialità.
All’incontro, aperto dal presidente provinciale Roberto Paravidino, ha partecipato Marco Ciampanelli di Coldiretti Piemonte che ha illustrato le ultime novità che vedono protagonista Campagna Amica in ambito regionale e nazionale: dagli agrimercati alle Botteghe, dai Punti Campagna Amica agli Agriturismi.
Uno scenario dove si prospetta più che mai indispensabile intervenire con responsabilità per rispondere al bisogno concreto e non più rinviabile della tutela del territorio e del Made in Italy.
“In questi anni, infatti, Coldiretti sta portando avanti una doppia funzione: commerciale ma anche pedagogica. – ha sottolineato Marco Ciampanelli – Oggi la crisi può rappresentare un’occasione unica per ridare alle cose nuovo ordine e far acquisire il primato alla verità e concretezza: queste, le parole d’ordine dell’agricoltura. Coldiretti, dunque, diventa come sistema-mobile, di cerniera fra “imprese e politica” e “imprese e società”: questo perché gli interessi delle imprese agricole italiane, in misura sempre più accentuata, coincidono con gli interessi dei consumatori. Il mercato alimentare, con l’ingresso di soggetti nuovi, in molti casi privi di qualsiasi controllo igienico-sanitario, va affrontato con molta attenzione e i nostri consumatori stanno imparando a conoscerlo e a dare fiducia ai nostri prodotti”.  
Sostanzialmente sono tre gli elementi da considerare: i nuovi consumi dei Paesi emergenti, le modificazioni climatiche, i prezzi dell’energia. Possibili soluzioni a queste pressioni sono da ricercarsi nella ristrutturazione delle filiere commerciali, soprattutto quelle legate all’alimentare: filiere corte, integrate e locali.
“Un discorso che Coldiretti ha riassunto proprio nel  progetto “cibi a Km.0” dove si iniziano ad intravedere spazi sempre più concreti per migliorare l’ambiente e la società. – ha concluso Graziella Boveri - Vendere a poca distanza da dove si produce presenta, infatti,  numerosi vantaggi: riduzione dei costi di trasporto e delle emissioni inquinanti, minori problemi di stoccaggio e conservazione, maggiori chance per produzione e consumo”.
Trasformazioni che saranno rese più efficaci se affiancate da un maggiore consumo di prodotti locali e di stagione, preferenza per prodotti con calorie a basso costo ambientale, disponibilità ad adeguare il consumo alla produzione disponibile nell’area locale e nella stagione considerata e superamento della domanda del consumatore come variabile indipendente.
La filiera corta agroalimentare è un progetto che intende promuovere e sostenere quell’insieme di attività che prevedono un rapporto più diretto tra produttori agricoli ed utilizzatori finali dei prodotti (consumatori, ristoratori, commercianti) e permette che il valore aggiunto creato sia equamente diviso tra tutti i soggetti interessati.
Dunque, grazie al crescente successo degli Agrimercati che vengono realizzati con cadenze regolari in vari punti del territorio e nelle Botteghe, i cittadini sanno di poter portare in tavola la grande qualità, la freschezza, la stagionalità, senza perdere il gusto della tradizione.

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